Freedom in a jail
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Libertà in uno spazio di costrizione.
Le foto inviate a questo concorso appartengono ad una mia ricerca personale che è solo agli inizi, e che è stata dettata dalle suggestioni e dal fortissimo coinvolgimento emotivo in me suscitato da questo luogo speciale; luogo speciale perché “luogo altro”, luogo di segregazione e di costrizione.
Nell’ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, dopo la sua dismissione, la natura sta lentamente inesorabilmente prendendo il sopravvento, si sta impossessando degli spazi, riconfigurandoli come a fargli rivivere una vita altra. Una vita nella quale il dolore di cui quelle mura sono impregnate trova in essa la sua raffigurazione e il suo riscatto.
Luogo in cui la presenza umana, anch’essa forma di natura, è capace di contribuire a questa forma di riscatto dalla rabbia, dal dolore, dall’incomprensione.
Le dieci immagini presentate sono l’esito di una prima session esplorativa delle potenzialità che la dismissione, la riappropriazione della natura e la presenza umana possono generare in quello specifico spazio.
La presenza umana che nel corso della ricerca diventerà corale, potrà essere espressione e al contempo riscatto delle emozioni, delle passioni e dei desideri, che in quegli ambienti sono stati sviliti e costretti.