Il sonno dei Titani
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I Titani sono, nella mitologia e nella religione greca, gli dèi più antichi, nati prima degli Olimpi e generati da Urano (Cielo) e Gea (anche Gaia, Terra).
Nell’uso della lingua, questo termine viene attribuito a coloro che per forza d’animo, virtu’, prestigio o anche per stazza fisica, sono dei giganti.
In questo caso il termine titano viene abbinato a quegli edifici che per prestigio storico, architettonico, artistico, sociale, possiamo considerarli dei veri e propri giganti. Possenti strutture che si ergono nel tessuto urbano della citta’. Come nel caso della Fattoria Medicea, adagiata in una vasta zona pianeggiante e lussureggiante, un tempo paludosa e acquitrinosa, che il buon Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico, trasformo’ in una zona coltivabile, da vivere nell’armonia con la natura.
Oggi pero’, questo gigante storico ed architettonico, versa in uno stato di totale abbandono, lasciato a marcire. aggredito dagli attacchi delle stagioni, del clima e dell’inquinamento, riposa in questo stato d’agonia, con le sue ferite, con i suoi traumi. Solai e tetti crollati. Mura crepate. Macerie sparse ovunque. Vegetazione aggressiva e vandala, che si insinua dalle finestre e dalle porte ormai privi di infissi, ricopre intere ale di questo titano, affogandolo, soffocandolo. Pareti ormai nude della loro vernice e dell’intonaco che le facevano da vestito, riportano frasi di una poesia scadente, dozzinale, nel migliore dei casi. Nel peggiore fanno da tavolozza per frasi inneggianti a Satana, o qualche anarchica ribellione, segno di un degrado oltre che sociale e culturale, anche, e soprattutto, profondamente umano. Anche i giganti hanno bisogno di attenzioni. Qualcuno che si prenda cura di loro. Apostrofando il titolo di un libro di una scrittrice a me molto cara, “nessuno si salva da solo”. Nemmeno i titani. Negli anni hanno lanciato piu’ volte le loro grida mute in richiesta di aiuto. Un muro che si sgretola, un pezzo di tetto che crolla. Ma nessuno ha ascoltato la loro voce. Giganti in fatto d’arte, prestigio, cultura, storia, feriti a morte da un non gesto, una non azione. La nostra indifferenza. Come feriti sul campo di battaglia, hanno bisogno di imminenti cure mediche, di fasciature, di suture. Se muoiono, muoiono una volta per sempre. Non ci saranno nuovi Medici a ricostruirli, non ci saranno di nuovo quei secoli pregni di cultura, di amore per la bellezza a farli rinascere. Moriranno per sempre. L’Italia e’ un grande paese grazie a questi migliaia di titani sparsi per tutta la penisola, che testimoniano, ancora oggi, di quanta bellezza e cultura e’ vissuta all’interno dei suoi confini. Testimoni di secoli di splendore intelletuale e umano. Secoli che, ahime’, non si ripresenteranno piu’. Per il momento questi titani dimenticati, agonizzanti, non sono ancora morti. Mi piace pensarli come addormentati, assopiti, ma non ancora morti. Ma ancora non per molto.