Donne Sospese
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“Negli attimi che quasi per magia questi scatti sottraggono al tempo, protagonista assoluto diventa lo sguardo, rivelatore di una identità che si gioca tutta nel rapporto tra chi osserva come spettatore e il soggetto ritratto. In una sorta di magnifica primavera, le donne qui ritratte
somigliano a fiori multicolori di un prato floridissimo, ognuno con la sua specificità cromatica e ognuno con la sua fragranza; qui, però, colori e dolori sono quelli delle identità, che dietro le maschere, queste donne portano con sé, incantando appunto come fiori il viandante che le
osservi.
Così, da semplici oggetti ritratti le protagoniste di questi scatti divengono eroine attive di azioni che siamo chiamati, mentre le ammiriamo, a supporre, immaginare, sognare, rapiti da quelle loro suggerite identità. Come lo saremmo dal cromatismo e dalle essenze di fiori fantastici.
Nelle antiche tragedie elleniche, la presenza muliebre conduceva il dramma a una sorta di cortocircuito in la polis era chiamata a conoscere forze estranee a se stessa, meravigliose e terribili; e così i personaggi di Antigone, Medea, Elettra o Clitennestra sconvolgevano le regole del mondo costituito per vie delle loro stesse identità.
Anche in questo caso, questi scatti restituiscono a chi li osservi con pazienza e ammirazione, un senso di bellezza e smarrimento in cui sono in gioco i perimetri del mondo pre-stabilito: sogni, ribellioni, pensieri di dolcezza e sovversione.
Forse è per questo che ammirare le donne di questi veri e propri ritratti fotografici, nella loro metamorfosi in eroine, ci lascia stranamente lieti, come quando abbiamo la sensazione di avere al fianco una donna.
Questi scatti stanno a ricordarci quale soave, indefinibile miracolo sia la presenza femminile sulla terra.