Saggio è l’occhio che sa attendere la luce.
Mi chiamo Giuseppe e la fotografia è la mia seconda pelle. Il mio percorso artistico è un dialogo costante tra la materia e l’immaginario: dai contrasti decisi di Caravaggio alle geometrie umane di Vivian Maier. Nel mio lavoro cerco di unire la modernità del digitale alla poesia intramontabile dell’analogico, portando con me l'eredità della mia Pentax ME Super in ogni scatto contemporaneo.
Specializzato nella gestione della luce — che sia la morbidezza di un tramonto o la precisione di una monotorcia in studio — considero ogni sessione fotografica come un’opportunità per dare forma all’invisibile. La mia libreria è il mio vero kit di emergenza: è lì che attingo per capire non solo come scattare, ma soprattutto perché farlo.