Questa serie è stata scattata con il cellulare (ahimè) un paio di estati fa in una spiaggia italiana. Ora vedendo il tema street photography proposto mi è tornata in mente e l'ho rispolverata. La serie è stata scattata nell'arco di qualche minuto ed ha come scena una doccia pubblica all'aperto che si trovava vicino a dove mi ero seduto. La sequenza con la quale le presento è la stessa con la quale le ho scattate, come si può notare dai personaggi che si ripetono creando una serie temporale che potrebbe essere un'unica foto allungata nel tempo. Rivendendo la serie ho trovato interessante il filo di sguardi che lega le immagini, in ognuna lo sguardo (o in qualche caso un dito che indica) di uno o più personaggi diventa il filo conduttore di tante storie di sconosciuti che si incontrano e si susseguono davanti ad una doccia. La doccia che diventa silenzioso punto di incontro e di pellegrinaggio. Un punto di incontro che in questo momento storico sarebbe impensabile, mentre in quel momento era quanto di più naturale, diventa un banale messaggio di speranza di poter tornare alla normalità. Sotto un altro piano di lettura la doccia appare come un luogo di purificazione, una sorta di confessionale aperto dove nessuno si preoccupa di essere guardato e di guardare, che potrei immaginare come metafora della socialità odierna dei social media in cui ognuno si sente il protagonista del nulla. Di una doccia davanti al mare.