Obiettivo sulla Garbatella
Project info

La fotografia si nutre di silenzi che scaturiscono dalla lettura, per lo più inconscia, di linee compositive, curve e contrasti. Fin dalla sua nascita, intorno alla metà dell’800, ha “congelato” e prolungato in memoria spazi urbani della nascente società di massa, spesso caotici, che impressi prima su lastra, poi su pellicola, riuscivano ad appropriarsi del loro silenzio.

Poi c’è Roma, l’Urbe carica di storia; c’è Roma con i suoi monumenti di fama mondiale, presenti, stampati in un rettangolo, negli album fotografici presenti nelle
librerie di tutto il mondo. Ma questo è ciò che vedono tutti e al quale non si fa più caso.

Lasciando per un po’ la magniloquenza del centro della città, non lontano dalla Via Ostiense troviamo la Garbatella, quello che considero il “cuore silente di Roma”, un quartiere che con il dedalo delle sue viuzze, le sue piazze, la sua chiesa e il suo teatro sembra un paese incistato in un corpo più grande: quella che può sembrare una Roma minore, è invece diventata, durante i suoi cento anni di storia, la Roma più vera, nel momento in cui la città monumentale assurge al ruolo di Luna Park del turismo di massa.

Fotografare la Garbatella, quindi, assume un valore documentario e poetico insieme, teso (e la fotografia in bianco e nero viene in nostro ausilio) a scoprirne l’anima in silenzio, dove il semplice atto di guardare un’immagine fotografica ci permette di “ascoltare” l’anima verace di una città che ha preferito spostarsi un po’ più in là per rimanere se stessa.
Il Progetto fotografico è parte delle celebrazioni per i cento anni del quartiere della Garbatella, patrocinato dal comune di Roma e dalla SIAE.
Showreel: https://youtu.be/AE8enGleIHU