Nella Puglia e nel Salento la diffusione dell’olivo consolidò il suo prestigio nei secoli XIV-XVIII. L’olio cominciò ad essere prodotto in
grandi quantità e i grandi proprietari terrieri misero a coltura nuove terre strappandole alla macchia mediterranea e alle paludi. La corteccia artisticamente contorta, la loro saggezza, le fronde sempre verdi che per secoli hanno riparato dal sole cocente uomini e
donne affaticati, gli olivi salentini, riconosciuti “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco, sono un colpo all’anima. Oggi gli olivi della Puglia stanno morendo a causa di un batterio chiamato Xylella. Quando “si torna giù” non ci sono più questi
giganti immobili nella loro eterna danza sulla terra rossa ad accoglierti, ma la lapide di quello che resta dei loro tronchi tagliati.
Santa Terra è un ritratto di famiglia, una classica famiglia del Salento.
Santa Terra è un patto tra l’uomo e la terra, è un giardino incantato in cui per secoli uomini e alberi hanno danzato insieme, sulla
stessa terra, scanditi dallo stesso tempo fino alla fine.
Santa Terra parla di assenze, di radici strappate, di uomini, di donne e del tempo.