Il Dono dell'Armonia
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Durante un mio soggiorno estivo in terra Toscana, visitando ancora una volta la meravigliosa Pienza, giungo sulla bella piazza Pio II, antistante il palazzo Piccolomini e vengo accolto dalle monumentali sculture del “Dono dell’Armonia” della scultrice austriaca Helga Vockenhuber. L’incontro è stato fulminante; i miei sensi ne rimangono esaltati. Le enormi teste, seppur circondate dai turisti, non cedevano nulla della loro severità, anzi, quasi osmoticamente rendevano alla piazza cinquecentesca dai connotati spiccatamente umanistici, un qualcosa di spirituale e meravigliosamente “centrato”, come solo l’equilibrio della giusta misura può essere. La mia esigenza fotografica si è manifestata nell’immediato nel voler isolare le sculture dalla folla, dal caos turistico, dai troppi occhi e dalle troppe voci, in quanto volevo necessariamente riprodurre nelle immagini il sentimento di silenzio che le enormi teste mi suggerivano, con le bocche serrate e gli occhi chiusi. Volevo ricreare attraverso la fotografia il giusto contesto. Il “Dono dell’Armonia”, appunto, che nasce dal silenzio esteriore e dal dialogo interiore. Dal pensiero umano e dalla contemplazione, nel luogo dove la donna e l’uomo, o meglio, il maschile e il femminile si ritrovano in un ambiente psichico che deriva dalla perfezione della città ideale voluta dai Piccolomini e incastonata nella splendida Val d’Orcia. Io definisco “luoghi dell’anima” tutti quei luoghi che parlano alla nostra interiorità. In silenzio; è un linguaggio vibrazionale di onde luminose, di contatto ed empatiche con la materia che in quel momento ci circonda. Riprodurre quei luoghi in fotografia è per me esaltante, perché ogni volta che riguardo quell’immagine trovo in essa memoria di quelle vibrazioni speciali, in quel luogo reso speciale, e spero che una parte di quell’emozione venga vissuta anche da chi in un altro tempo e in un altro luogo guardi quell’immagine.