Il progetto rappresenta quattro manichini rivolti verso la luce e imprigionati da lunghe strisce d'ombra.
Essi rappresentano la condizione dell'uomo, succube delle proprie zone di comfort e della vita che si ripete allo stesso modo giorno dopo giorno.
Possiamo paragonare la luce di ogni fotografia alla scintilla che è dentro di noi e che a volte prende le sembianze di una sensazione di vuoto, soltanto per avvertirci che al di là della nostra comoda routine c'è molto di più.
"Prison of shade" è un grido volto all'osservatore che si immedesima in una o più immagini.
"Avere il coraggio di seguire la scintilla vuol dire arricchire il proprio mondo interiore, crescere".