Realizzate in tempi differenti dai progetti: "Smart working", "Animalia" e "Macroflora".
Le mini-sculture da cui è tratta la serie fotografica "smart working", chiaro riferimento all’arte concettuale o “ready-made”, sono state realizzate a casa, in tempo di isolamento a causa del Coronavirus, attraverso l’assemblaggio di materiali organici e inorganici.
Avanzi di cibo, oggetti riciclati e di recupero, erano i soggetti delle mie fotografie durante il periodo della pandemia. La solitudine ha assunto un valore positivo favorendo la riflessione e l’introspezione.
La mia attenzione si è posata sulle uova di gallina, svuotate della parte commestibile e coronate con spine di rosa, e sui gusci delle chiocciole, animali in cui mi riconosco per la proverbiale lentezza e l’indole casalinga. L’uovo, simbolo della nascita, rappresenta contemporaneamente l’individuo e la sua casa, la solitudine ma anche l’attesa di ri-nascere. Il guscio-casa è incoronato con le spine acuminate di una rosa, immagine di regalità e di protezione dal mondo esterno (dalla società malata), che rappresentano la difesa e la guarigione. La corona di spine, secondo la cultura cattolica, acquisisce un significato di dignitosa sofferenza ma rimanda anche a un divino segno di salvezza. L’uovo al centro di uno spazio indefinito suggerisce l’ignoto spazio-temporale in cui ci siamo trovati sospesi, privi di riferimenti.