Ricordo un pomeriggio di giugno sulla spiaggia
bimbetta dai capelli corti
e le tue mani, mamma, sopra i miei capelli e sotto le palpebre un lucore chiaro di rena.
Le stesse mani strette alle sue
mille estati prima
a immaginarsi la vita.
E voi,
l’una dalle distese dorate apule
l’altro dalle aspre rocce calabre,
all’unisono
mi additavate il mare
mi facevate respirare il bianco soffio nel cuore d’azzurro.
Ascolta: il volo dei gabbiani
Guarda: il sentore salino
Respira: il calore dell’astro immoto nel cielo striato di cirri rosati
Senti: la sera protendersi su triangoli di spazi assolati
vellutata carezza di pace
ad avvolgere spruzzi di gioia e scrosci di risa
ad avvolgere tutti noi e i miei frammenti d’infanzia.
Nel mio ricordo assetato
vi frantumate in ombre e silenzi
e bimba ritorno nel mio sogno
dove tutto è bianco
e infinito
Mi risveglio donna nell’arcano amalgama dei miei fantasmi
e quando accadrà che me ne vada resterà qualcosa del mio mondo
forse un’esile scia di bianco soffio nel cuore d’azzurro.