The Soldier
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The Soldier

Resta ciò che tenacemente resiste.
In un luogo non luogo ove si fanno spazio i pregiudizi verso i parametri di idoneità interna ed esterna,
ove il maschile si connota di se ,si sviluppa prendendo spazio tra la muscolatura ed i pensieri. Ove la fragilità non appartiene, il primo nemico è il riconoscimento, le prime armi impugnate sono quelle che legittimano la propria presenza.
‘Qui non esistono uomini o donne, siamo tutti soldati’, in questa marea che si alza e si abbassa,tenacemente resiste il nucleo ,stretto in uno chignon a cui nulla sfugge e che si scioglie fluente e caparbio a ricordarci che esiste e resiste.
Tra le labbra stringe il sorriso volontario, di chi non vorrebbe altro luogo che quello.

Note: Sin dal 1919 le donne sono state ammesse all'esercizio di tutte le professioni ed impieghi pubblici con l'esclusione della difesa militare dello Stato.
Anche successivamente, la legge 9 febbraio 1963 n. 66 "Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni", pur consentendo l'accesso delle donne a tutte le cariche pubbliche, ha mantenuto una riserva sulla possibilità di arruolamento nelle Forze Armate.
Questo ha comportato che, nel nostro Paese, l'opinione pubblica ha sviluppato, nel corso degli anni, una cultura ed una sensibilità di base sulla questione, che progressivamente hanno condotto all'istituzione del servizio militare volontario femminile. Il concetto di "donna soldato" nasce dunque esclusivamente come richiesta della società civile.
A distanza di quasi quaranta anni dal lontano 1963, i numerosi progetti di legge presentati nelle varie legislature, gli studi, le proposte hanno trovato una risposta positiva. Inoltre, l'evoluzione della società e del quadro internazionale hanno consentito di guardare con nuova apertura al servizio militare femminile.
L'approvazione della legge che consente l'ingresso delle donne nelle Forze Armate e nella Guardia di Finanza risponde in modo aderente sia alle aspirazioni femminili sia alle esigenze delle Forze Armate, ormai pronte per accogliere le donne nei propri ranghi.Non a caso, la possibilità di reclutamento delle donne avviene durante la fase attuativa del nuovo modello di Difesa, aderente ai nuovi compiti e scenari operativi previsti per le Forze Armate (incremento delle missioni a carattere internazionale, attività di peace keeping), per assolvere ai quali è essenziale uno strumento interamente professionale e pienamente integrato con quelli dei Paesi europei e NATO che annoverano, da molto più tempo, personale femminile nelle loro fila.
In proposito, la pubblicazione NATO "Women in the NATO Armed Forces", pubblicata nella primavera 2000, costituisce un utilissimo termine di riferimento.
Nel 1992 L'Esercito Italiano ha realizzato il primo esperimento di "donne soldato", presso la caserma dei "Lancieri di Montebello" in Roma.
In quel contesto fu preso in considerazione un campione di 29 ragazze italiane cui fu data la possibilità di vivere 36 ore in caserma, svolgendo normali attività militari di addestramento.Un ruolo importante nella promozione dell'arruolamento volontario femminile e nell'accesso alle carriere nelle Forze Armate è stato svolto da un gruppo di ragazze che, il 25 maggio 1995, ha costituito a Roma l'A.N.A.D.O.S. (Associazione Nazionale Aspiranti Donne Soldato) con Presidente Debora Corbi.
In un sondaggio del 15 giugno 1999, su 600 intervistate iscritte all'ANADOS, il 43% delle ragazze ha dichiarato di voler entrare in Accademia e fare l'Ufficiale; il 22% si è espresso a favore del Sottufficiale, il 12%, pur di entrare nelle Forze Armate, sarebbe stato disposto ad arruolarsi nella truppa mentre il 23% non ha saputo rispondere. Il 21% delle preferenze è andato all'Aeronautica Militare, il 19% si è espresso a favore dell'Esercito, il 14% per l'Arma dei Carabinieri, il 10% per la Marina ed il 9% per la Guardia di Finanza.
(fonte www.difesa.it)