Paolo Migliorisi Ramazzini
Un’alba, un tramonto, la nebbia nella foresta o un orizzonte lontano erano il mio preludio ad un’affascinante viaggio con la macchina fotografica che mi avrebbe portato a nuove scoperte. Ho iniziato così, tanti anni fa, un pò per gioco o forse perchè la mia mente fantasticava e il mio cuore si riempiva di bellezza e di nuovi sogni; sempre alla ricerca di un qualcosa che si celava oltre un semplice scorcio di una natura selvaggia durante le mie arrampicate su pareti ripide e inospitali.
La nuova scoperta non ha tardato ad arrivare ed eccomi catapultato, con mio sommo piacere, nella “street photography” incuriosito dalla gente e dalla vita.
Quando osservo ciò che è intorno a me con i sensi accesi e pronti allo “scatto” accade qualcosa, come se si sprigionasse un’energia vitale interiore nuova.
Attraverso la fotografia racconto, parlo, spiego. Colgo un gesto o anche una semplice smorfia e cerco di interpretarla e così la fermo, rimane custodita nella mia macchina e dentro di me.
Per me fotografare è catturare un momento di vita, un frammento di colori, un’ombra che fugge via; ma forse sono io ad essere scelto da quel soggetto, da quell’attimo che ho congelato con la macchina fotografica perché ha colpito le mie emozioni, le mie debolezze o le mie gioie per essere poi il tutto reinterpretato e nuovamente è diventato realtà.