Si tratta di un progetto sulla ricerca del movimento nell'immobilità, dell'immaginifico nel reale e del tempo nell'istante che sfugge ai nostri occhi.
L'idea è nata dall'incapacità di adattamento alla mia città adottiva, Parigi (in cui vivo da due anni circa): i miei occhi trovavano solo immobili cartoline bellissime e poco reali del contesto che viene vissuto da un 'non-turista', ecco perché ho deciso di (sof)fermarmi più volte su un monumento, tornare una seconda o una terza volta a fotografarlo: volevo e vorrei che il messaggio dell'istante fotografato sia aperto ad interpretazioni varie e possa lasciare lo spazio del 'vuoto' tra un movimento e la presenza di qualcosa e di qualcuno, e il suo pretendere di essere lì, ad infinitum.
La serie non ha titoli singoli legati alle immagini perché vorrei che le presenze delle foto possano abitare uno spazio universale e non localizzato (motivo per il quale vorrei estendere il mio progetto ad altre città).