Beppe Castellani inizia la sua esperienza fotografica da ragazzo, attratto dalle possibilità espressive di questo mezzo.
Gli studi umanistici e artistici lo hanno aiutato nel suo percorso con l’ approfondimento in prima istanza dell’immagine urbana, del suo tessuto umano e delle sue contraddizioni, operando prevalentemente in monocromatismo e mantenendo, anche con l'avvento del digitale, una non trascurabile fascia di produzione riservata all’analogico.
Contestualmente è attratto dalla fotografia minimalista o simbolica, particolarmente in epoca più recente.
Ha, inoltre, occasione di riprendere celebri musicisti come G. Mulligan, E. Pieranunzi, J. Mitchell, B. Harris, Lou Reed ed altri.