Primavera è un esercizio di purificazione dello sguardo, di semplificazione. Nel caotico accavallarsi di domande sul crescere, sono andata alla ricerca di un luogo in cui potermi osservare annullando ogni giudizio, innocentemente, come essere naturale e in divenire. È lo specchio di un cammino interiore personale e universale, una caccia al tesoro per trovare i punti cardine che ci permettono di esistere fieramente, senza compromessi né lotte.
L'oggetto è il fiore come essere naturale elementare; per coglierne la bellezza anche la grammatica degli occhi deve fare lo sforzo di tornare elementare. Privo di coscienza, un fiore accetta senza riserve il suo stadio di crescita, senza aspettative va incontro a ciò che verrà.
La scelta della pellicola segue un percorso che ho intrapreso qualche anno fa per lasciare andare la possibilità del digitale di scattare foto illimitate. Fin dai primi rullini in bianco e nero ho cominciato a notare su cosa si concentrava la mia attenzione. Ho scoperto le potenzialità della pellicola in materia di qualità e resa cromatica, tant'è che questa serie ha il colore come caratteristica preponderante.