Every day, with light, I try to raise a question about why the deepest secret of the world is about its creation.
Seventy-one pictures, seventy-one most soul-touching questions that reveal how every human being is also capable of creating - from the ephemeral, to something longer lasting. For Man himself does not belong to neither emptiness nor the eternal, but something always stems from his nothingness, and the eternal picks up the ruins of their every work.
I, capable of stopping anytime during my daily travels and therefore privileged, aim to illustrate my own point of view, and give it back to who's more deeply entangled in this rapidly-changing - yet necessary - modernity.
“Ho preso
di me
i versi accaduti.
Appaiono
dall’ombra
come cose esistenziali.
Porto
con me
l’immagine effimera
del silenzio in rima.
Ti lascio
la eco di me
il suono perduto
della mia breve eternità.”
Note: I am very thankful to who, in one way or other, encouraged me to finish and publish this project; most notably Laura Sackett, Simona Guerra, Andrea Angelini, Cristina Paglionico, the Tank Sviluppo Immagine Fotoclub (Forlì - Italy), Massimo Mazzoli and Isabella Tholozan, representing FIAF. I also want to thank David Fazzini for his post-production work on every photo posted in this project.
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Ogni giorno, con la luce, cerco di scrivere almeno una domanda sul perché il segreto più profondo del mondo è legato alla creazione.
Settantuno immagini, Settantuno domande che più mi toccano nell’anima e mi rivelano come ogni essere umano è capace di creare; dall’effimero a qualcosa di più durevole.
Perché l’Uomo è, esso stesso, estraneo al nulla come all’eterno, ma dal suo nulla nasce sempre qualcosa e, di ogni sua opera, l’eterno ne raccoglie le rovine.
A me, che ho il privilegio di potermi fermare in qualsiasi punto dei miei tragitti quotidiani, interessa testimoniare il mio punto di vista, e lo dono a tutti coloro che sono avvolti da una pur necessaria e troppo rapida modernità.
“Ho preso
di me
i versi accaduti.
Appaiono
dall’ombra
come cose esistenziali.
Porto
con me
l’immagine effimera
del silenzio in rima.
Ti lascio
la eco di me
il suono perduto
della mia breve eternità.”
Nota: ringrazio chi mi ha, in un modo o nell'altro, incoraggiato a rendere visibile e concreto questo progetto; in modo particolare Laura Sackett, Simona Guerra, Andrea Angelini, Cristina Paglionico, il Fotoclub Tank Sviluppo Immagine (Forlì – Italia), la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) nella persona di Massimo Mazzoli e Isabella Tholozan.
Ringrazio David Fazzini per la post-produzione di tutte le immagini qui pubblicate.
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