E' un lavoro autobiografico, che indaga il disturbo della dispercezione dell'immagine corporea; la difficoltà, cioè, di percepirsi interi, di ri-vedersi corpo, causata da un trauma avvenuto nei primi anni di vita. Un assemblage di fotgrafie con elementi della natura raccolti e frammenti di carta, che creano un effetto tridimensionale all'interno di cornici spesse 5 cm. Il lavoro è stato per me compensativo, riparatore, terapeutico. Difficile da rifotografare una volta terminato, rimangono fedeli alla qualità della stampa le foto inviate sulle quali è stato fatto poi il collage.