Questo progetto, costituito da nature morte, vuole rappresentare la ribellione della natura e la fuga dei frutti della terra dalla loro attuale condizione di mercificazione, totalmente asettica e inscatolata.
A differenza delle tradizionali nature morte, rappresentate nell’arte fin dall’antichità e cariche di significati simbolici o allegorici, in ogni mia composizione c’è un solo frutto: lo scopo è quello di veicolare su di esso l’attenzione di chi osserva, facendone apprezzare appieno il colore nonché percepire l’odore e il sapore.
Ogni frutto è inserito in una nicchia, come se ne vedono nei quadri del XVI e XVII secolo e ai quali mi sono ispirato; la doratura della nicchia è stata realizzata utilizzando la “foglia oro”.
L’oro, elemento capace di trasfigurare e rendere eterno il reale, intende alludere a qualcosa di prezioso, distante, irraggiungibile, trascendendo così dalla realtà.
Altro componente di ogni rappresentazione è la plastica, simbolo per eccellenza della massificazione alimentare: è da questo involucro che ogni frutto fugge via, anelando alla propria libertà primordiale e muovendosi in totale assenza di gravità: lo spazio non è più fisico, bensì metaforico.
Che cos’è lo spazio se non la vita che viviamo quotidianamente: noi abbiamo il privilegio di poterlo riempire attraverso le nostre idee, i nostri sentimenti, le nostre azioni.