Il Nepal è uno dei paesi più poveri al mondo.
Sembra incredibile, ma il Nepal è uno dei pochissimi Paesi in cui l’aspettativa di vita delle donne è inferiore a quella degli uomini.
La più frequente causa di morte delle donne tra i 15 e i 49 anni è il suicidio.
Infatti la popolazione femminile non ha diritto alle cure mediche, neanche quando è neonata o in gravidanza, e al cibo. E’ normale che nelle famiglie le donne mangino, se ci sono, gli avanzi lasciati dal marito, dai fratelli e dai figli maschi.
La donna svolge ancora un ruolo tradizionale, fa lavori agricoli massacranti, aggiusta le strade, lavora nelle fabbriche di mattoni, si occupa delle faccende domestiche, dei figli, va a prendere l’acqua, la legna da ardere, il mangime per animali.
Sono molti gli abusi che le donne devono subire quotidianamente, in aggiunta a tradizioni violente e atrocità di fatto non perseguiti penalmente.
– Poligamia: un uomo può ripudiare le propria moglie per legge, questo significa che nel caso in cui la donna sia malata o non dia alla luce figli maschi l’uomo ha il diritto di sposarsi con un’altra donna.
– Stupro: lo stupro non è considerato reato. Se un uomo violenta una donna questa diventa, a discrezione dell’uomo, automaticamente sua moglie. Lo stupro viene di norma considerato una colpa della donna quindi, dopo la violenza, la donna non è più accettata dalla sua famiglia di origine.
– Cittadinanza: Un uomo può chiedere la cittadinanza senza problemi, mentre una donna ha bisogno del riconoscimento di suo marito, di suo padre o del fratello maggiore altrimenti per lei non c’è alcuna possibilità di ottenerla.
Essere vedove e’ una sciagura. La vedovanza e’ l’effetto del karma negativo. La vita della donna sara’ segnata da sofferenza, marginalizzazione sociale e isolamento. Ancora oggi, alcune vedove giovani, vengono bruciate vive perché accusate di stregoneria.
Il traffico di esseri umani, la tratta di ragazze e bambini resta una grande sfida per il paese. Ogni giorno ragazze e bambini vengono venduti, comprati, ridotti in schiavitù sessuale, costrette a prostituirsi, a compiere lavori forzati e per traffico di organi. I numeri sono spaventosi: secondo le stime Unicef ogni anno vengono venduti 15.000 bambini. Per le ong di Kathmandu si arriva a 25 mila.
Sono veramente molte le discriminazioni che le donne e i bambini nepalesi subiscono, ma ciò che è deplorevole è che la consapevolezza di questa ignobile, vile, e disumana situazione sia poco presente. Rari sono i casi di articoli o reportage che vengono pubblicati o trasmessi sulla violazione dei diritti dei bambini e delle donne in Nepal.
“Come premio di queste azioni virtuose, ti prego: fammi nascere uomo nella prossima vita”. Inscrizione votiva del 400 D.C circa, incisa da una donna in una stupa buddista vicino a Chahabil, Kathmandu
Fonti: ***Nel Rapporto Annuale di Amnesty International
**UNICEF **ONU