Viviamo in un quotidiano dove il lavoro e gli impegni ci trascinano costantemente nel mondo caotico che abbiamo costruito, qui la casa diventa un luogo di conforto e tranquillità.
Ora invece, in questo strano periodo di reclusione domestica che siamo stati costretti a vivere, la casa ha assunto un ruolo diverso, più ruvido e spigoloso del nido accogliente che siamo abituati a percepire. È diventata piccola e asfissiante e ci ha portati a guardarci dentro e a fare i conti con noi stessi come singoli e come tasselli di un mondo che stiamo depredando.
È una "Quarantena²" perchè non sono queste quattro mura il vero limite alla nostra libertà, ma le nostre abitudini, le nostre chiusure e i nostri modi di agire sulla Terra.
Siamo noi stessi la nostra reale prigione.
Sono tutti autoscatti realizzati durante il lockdown di Aprile 2020, dopo che ho contratto il virus e sono stata costretta a stare in casa per quasi 2 mesi.