Dead paradise è un contrasto: se pensiamo al sito, l'ambientazione è paradisiaca per la trascendenza delle sue mura, delle sue oggetti, delle sue porte, delle sue strade che raccontano storie e purtroppo tendono a cadere NELL'OBLIO. Una città invisibile è anche un paradiso se i suoi segreti e la sua magia sono ben custoditi. È un placido gioco di luci e ombre in cui oggetti come una sedia, una porta, o una semplice candela spenta perché la sua connotazione è sempre leggera, rivelano ricordi di un passato ilustrado nel tempo con meravigliosi percorsi opposti ai ritmi vertiginosi della modernità. Con un po' di fortuna si possano intravedere i percorsi di luce che varcano tutte le soglie ed è un momento indelebile, è il momento in cui si prepara a quello che può diventare un viaggio straordinario tra i delicati sussurri del vento umido e il fetore di lo stampo verde. L'ambiente sembra fatto di fili bianchi intrecciati e le sue resistenti pareti raccolgono opere pittoriche, scenari di ristrutturazione e di abbandono a loro volta. Apice vecchia è un viaggio non tanto esteso quanto mistico, è un paesaggio vivido che afferma la realtà futura dei popoli di montagna.