Tramite l’autoritratto fotografico indago un aspetto fondamentale della mia identità: il forte senso del dovere. Il titolo del progetto “Volli, sempre volli, fortissimamente volli” è una citazione che da sempre caratterizza l’intercalare di mia nonna, figura cardinale della quale racconto un rapporto vivido e resiliente, punto d’origine di un lascito identitario fondamentale. Nel corso del tempo questo motto ricorrente ha tracciato in me un sentiero luminoso, sicuro e confortante, eppure al tempo stesso ricco di ombre e costrizione. La serie di autoritratti proposti esplora il rapporto tra volontà e fallimento, introspezione e confronto: ricorrendo anche all’utilizzo di oggetti d’uso comune che evidenziano la quotidianità delle azioni, in un'intersezione tra coraggio e incertezza, desiderio e timore, equilibrio e angoscia. Una linea sottile attraversa queste visualizzazioni intime e introspettive, legando sentimenti, sensazioni, stati d’animo e identità: non è possibile riscontrare risposte o verità assolute, ma riflessioni intime in cui potersi riconoscere. Dunque, gli autoritratti mettono in mostra una decostruzione visiva e concettuale, sottolineando quanto di noi stessi siamo in grado di ricostruire sulla base di ciò che, durante la nostra esistenza, ci è stato volutamente o indirettamente imposto, di ciò che rifiutiamo di assorbire e di ciò che decidiamo di accogliere e manifestare.