[testo italiano in fondo]
"Revealed Identities" was created to expose a normally hidden identity trait I felt in the people I met.
People are the main subject of this work, in which their faces seen as through a film frame make me perceive the internal boundary every human being has, protecting their own little amount of untold secrets and mysteries.
Portraits are the medium par excellence for conveying a search for identity — nowadays, though, we're living in an era in which it merely just feels like an automated gesture, a conditioned reflex. With "Revealed Identities" I wish to give a grammar rich in meta-psychoanalytic suggestions back to portraits, through face transfiguration and exposing (via its own negative image) a split identity connected to much deeper and more insightful perceptions than we may initially think.
The extraordinary uniqueness of each person is what I'm looking for, often by treading beyond the visible; a peculiarity I can perceive in a single, precise moment possibly during any kind of occurrence: identity and personality also depend on reality, in fact, and are therefore susceptible to events such as my encounter or the conversation I just had with the subject.
This peculiarity I've always been searching and fighting for precisely represents our singularity. We also are the things and behaviors we hide from others, possibly because they're unconventional, out of the ordinary, or just won't let us effortlessly conform to others.
Portraits are a metaphor for uniqueness and, at the same time, the boundary we set between us and the rest of the world, a place we could never do without, in order to claim our own outlook of it all. "Revealed Identities" contains each and every one of us precisely because it urges the viewer to do an act of introspection, guided by their own thoughts and feelings.
In italiano:
“Identità svelate” nasce per rendere visibile un tratto nascosto, e da me percepito, nell’identità delle persone incontrate.
Le persone sono il soggetto principale di questo lavoro in cui i volti, rivelati come visti attraverso un fotogramma di pellicola, mi fanno percepire la linea di confine che ogni essere umano ha interiormente, insieme con tutto il proprio piccolo carico di mistero.
Il ritratto è per eccellenza espressione della ricerca dell’identità, ma ora stiamo vivendo una epoca in cui il ritratto fotografico è visto il più delle volte come un gesto automatizzato, un semplice riflesso condizionato. Con “Identità svelate” desidero restituire una grammatica fotografica ricca di suggestioni meta psicoanalitiche trasfigurando i volti e facendo emergere, dal verso del loro negativo, una identità sdoppiata che dialoga con una sensibilità più ricca di sfumature di quanto siamo portati a credere.
Ciò che cerco è la straordinaria singolarità di ogni persona andando oltre la linea di confine del visibile, singolarità che percepisco rivelarsi a me in un preciso e particolare istante durante una qualsiasi conversazione, perché l’identità e la personalità dipendono anche dagli accadimenti del reale; dunque sono sensibili e suscettibili a impatti come il mio incontro e la conversazione appena sostenuta.
La particolarità che da sempre indago e difendo è proprio la nostra singolarità. Noi siamo anche i tratti che nascondiamo, che possono essere scomodi perché escono fuori dai canoni e non ci conformano agli altri. E’ in questi punti che possiamo scoprire cosa si muove dentro di noi e avere consapevolezza rispetto al nostro modo unico, singolare, con cui ci distinguiamo dagli altri. Mi affido al mio istinto per raggiungere uno dei punti non ancora illuminati dell’IO.
Il ritratto è la metafora dell'unicità e simultaneamente linea di confine della nostra separazione dal resto del mondo, luogo di cui non potremo mai fare a meno per rivendicare la nostra visione del mondo stesso.
“Identità svelate” ci contiene tutti perché ci sollecita ad un atto di introspezione accompagnata da sentimenti e stimoli prodotti dal pensiero di chi guarda.
Carlo Traini
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