“Paris Debout” est un reportage en couleur sur les grandes manifestations qui ont marqué le printemps 2006 en France.
20 tirages lambda de Maurizio Cimino qui sont autant de fragments sur l’unité du peuple français.
Printemps 2006: les jeunes descendent dans la rue pour défendre leur droit à un travail stable que leur nie le CPE; ils manifestent des centaines de fois contre De Villepin, soutenus par une grande partie du pays. Dans la même période, Sarkozi fait passer ses lois sur l’immigration qui permettent, entre autres, d’expulser des sans-papiers mineurs scolarisés en France. Cette fois, ce n’est pas un milion de personnes dans la rue, mais seulement quelques milliers : la crise économique affecte la solidarité et les immigrés luttent avec les associotions et quelques étudiants, mais leur voix ne sera pas entendue.
“Notre plus grande vistoire – déclarent les porte-voix des étudiants – ce n’est pas la mort du CPE, mais la prise de conscience politique des jeunes.”
Paris Debout è un reportage a colori sulle grandi manifestazioni di piazza in Francia che hanno contraddistinto la primavera 2006.
20 stampe lambda per altrettanti spot sull’unità del popolo francese.
Primavera 2006: i giovani scendono in piazza per difendere il loro diritto ad un lavoro stabile che sarebbe annullato dalla CPE; scendono in piazza contro il premier De Villepin numerose volte, sostenuti dall’intero paese. Nello stesso periodo, Sarkozi fa delle leggi molto dure sull’immigrazione, che permettono di espellere anche i sans-papiers minori che frequentano la scuola. Questa volta non ci sono un milione di persone, ma solo poche migliaia: la crisi economica smorza la solidarietà e gli immigrati devono lottare avendo a fianco solo gli studenti.
“La nostra vittoria più grande - dichiarano i portavoce degli studenti - non è la morte del Cpe, ma la presa di coscienza politica dei giovani”.
il Mattino
Lo sguardo di Cimino sui giovani di Parigi
Scatti che catturano l’osservatore in modo semplice e diretto. Frammenti di un discorso dove le immagini prendono il posto delle parole. S’intitola «Paris Debout» la mostra fotografica di Maurizio Cimino di scena nella Sala Dada dell’Istituto francese di via Crispi 86. L’esposizione è il riassunto di un reportage a colori sulle grandi manifestazioni di piazza in Francia che hanno contraddistinto la primavera 2006. Venti stampe lambda (un processo ad alta definizione) - assemblate in sequenze verticali ed orizzontali come vere e proprie istallazioni dalla curatrice della mostra, la fotografa argentina Liliana Contrera - rappresentano altrettanti spot sull’unità del popolo francese. È una Parigi giovane, grintosa ed ostinata quella raccontata da Maurizio Cimino, nato a Washington ma cresciuto a Napoli: «Amo molto Parigi: è un po’ la mia seconda casa e poi è la capitale della fotografia», sottolinea il 37enne fotografo che proprio nel quartiere delle gallerie della città d’Oltralpe inaugurerà una mostra il prossimo febbraio. Primavera 2006: giovani e studenti scendono in piazza per difendere il loro diritto ad un lavoro stabile messo in pericolo dal Cpe, il contratto di primo impiego proposto dal premier De Villepin. Tutto il paese li segue, con la conseguenza che il decreto viene annullato. Nello stesso periodo sono emanate dure leggi sull’immigrazione ma poche migliaia di persone, e sono gli studenti, scendono in piazza per protestare al fianco degli immigrati. I «sans papiers» (senza documenti), che pure combattono da dieci anni per i loro diritti, non ricevono lo stesso appoggio dalla popolazione. Anche se c’è uno scatto di speranza che ritrae mentre camminano fianco a fianco una ragazza francese ed un immigrato di colore. «La nostra vittoria più grande - dichiarano i portavoce degli studenti - non è solo la morte del Cpe, ma la presa di coscienza politica dei giovani». Tra le foto più dure una sorta di «dittico» che mette a confronto la contro-occupazione da parte della polizia della Sorbona e la massa imponente dei ragazzi che entrano nella piazza della Bastiglia, luogo simbolo per eccellenza di ogni battaglia e «luogo fisico in cui terminano le manifestazioni parigine» nel giorno della vittoria sul decreto. Fino al 28 novembre: lun/ven ore 10-13 e 16-19. tiziana tricarico