Vivere il dolore cronico ad un’età in cui il mondo pensa tu debba essere per forza sano è deleterio.
Nel 2019 ho iniziato a notare i sintomi da depressione e stress: il mio corpo si ribellava a me stessa che, fino a quel momento, non avevo mai pensato di non essere al comando.
Dopo molti esami e appuntamenti medici la diagnosi arriva nel 2020: fibromialgia.
Si tratta di una malattia caratterizzata da dolori muscolari cronici e diffusi associati ad affaticamento, rigidità, problemi di insonnia, memoria e alterazioni dell’umore. Ad essere compromesso è il modo in cui il cervello processa il dolore. Le cause esatte dell’insorgenza della fibromialgia non sono note e non esistono misure preventive né una vera e propria cura.
La lista dei sintomi è lunga ed inesorabile. Spiegare una malattia invisibile attraverso la fotografia è un modo per esorcizzarla; un approccio delicato che tenta di evocare metaforicamente uno o più dei sintomi che mi accompagnano ogni giorno con una serie di immagini fragili e quasi mute che tentano, in modo simbolico, di ridurre all’essenziale qualcosa che c’è ma non si vede.