Dimenticai tanto della mia vita.
Ma vividi rimasero gli eventi dolorosi. Chiari e dettagliati alcuni giorni, mescolati e frammentati tanti altri.
Ma di colpo. Dopo 15 anni. Un pomeriggio d’estate. I raggi del sole attraversano casa. La casa di sempre. La stanza dei miei. Il tempo si ferma. E i ricordi dei gesti quotidiani sgomitano attraverso le emozioni.
La sveglia delle 06.00. Gli sbadigli rumorosi. I vestiti pronti sulla sedia. Le lenzuola sempre fresche. Il loro profumo. Seduti sul letto.
E la luce delle 6, come il ponte di Einstein-Rosen, mi riporta nel passato, riscoprendo la bellezza e la pienezza delle loro movenze.
Erano autentici e passionali. Ma, ai tempi, non lo avevo capito.