Vivendo a Carrara per un periodo, sono stata molto incuriosita dalle quantità di marmo che quotidianamente vengono trasportate su camion dalle alpi Apuane verso il porto di Carrara, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Grandissimi blocchi di marmo grezzo che ti passano accanto all'auto come se fossero pomodori o patate o la qualsiasi materia comunemente reperibile.
Ho deciso di entrare nei laboratori e capirci di più, sperando di poter, un giorno, mostrare il mio lavoro.
10 foto sono poche per poter descrivere l'universo che si chiude dentro questi luoghi. Ho incontrato persone favolose, umili e gentili. Volevo dar voce a loro con le mie fotografie. Sono stata colpita dalla loro dedizione e dalla loro disponibilità a spiegarmi, con orgoglio, il loro lavoro. Anziani signori orgogliosi di lavorare la stessa roccia che, molti anni fa, è stata usata per la pavimentazione della Basilica di San Pietro; la stessa che Michelangelo ha utilizzato per scolpire faticosamente il David. La stessa usata a Venezia per il monumento a Canova e in moltissime altre opere d'arte in Italia e non solo.
Nei loro occhi c'era l'orgoglio di chi, umilmente, stava maneggiando ricchezze.