Attualmente sto portando avanti un progetto a cui sto lavorando oramai da 8 mesi, intitolato "Sulla via di Damasco". Sto documentando e indagando alcuni aspetti del sociale in un quartiere che si chiama Lido Tre Archi. IL quartiere Lido Tre Archi si inserisce nello sviluppo edilizio costiero che ha interessato, tra le altre, la Regione Marche, determinando una ipertrofia demografica e dei tessuti urbani e la conseguente formazione della cosiddetta “città adriatica”. Approfondendo l’analisi dal punto di vista della popolazione, l’area comprendente il quartiere di Lido Tre Archi è abitata in buona parte da famiglie di immigrati: circa il 40% sul totale. Nel territorio oggetto della presente progettualità, sono presenti circa 39 etnie differenti. I cittadini maggiormente presenti provengono dall’India, Pakistan, Cina, Albania, Romania, Macedonia e dall’Africa. E’ chiaro che una popolazione così multietnica presenta delle positività ma soprattutto notevoli criticità nell'individuare modalità di aggregazione, integrazione e soprattutto rispetto di diritti in relazione alla comunità globale. La popolazione di Lido Tre Archi è caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione e situazioni di disagio sociale, che investono non solo gli stranieri ma anche gli italiani residenti ( probabilmente in misura anche maggiore). Il contesto è piuttosto degradato, spesso teatro di episodi di microcriminalità. La segregazione fisica e sociale della popolazione di questo quartiere , viene amplificata dal pregiudizio che si è alimentato su questa zona , che di conseguenza non costituisce meta per gli altri abitanti del territorio comunale ed anzi viene attentamente bypassata nelle rotte urbane: è, infatti, comunemente stigmatizzata come il “Bronx” del Fermano, sia nel linguaggio comune che persino negli articoli della stampa locale, la quale non manca di riportare con regolare frequenza episodi di delinquenza. Le prime due fotografie che ho presentato fanno parte di questo progetto.