cosa cerchi, il mare?
II mare c’è, ma sembra che sia solo l’autore a vederlo.
Il paesaggio e l’umanità intorno rimangono impassibili.
Un mare che si intuisce dalle dune improvvise e invadenti, che non si mostra , quasi a non volere rivelare la propria intimità.
Un mare fortemente cercato e trovato nei luoghi più improbabili eppure mai inopportuno, a volte protettivo. Mario Schifano sintetizzava la sua ricerca in un’opera del 1965, “Il mare approssimativamente”, una grande carta intelata dove due orizzonti si delineano semplicemente nella divisione dei pannelli e il mare viene suggerito dalla scritta che ricalca una forma di onda.
Anche in questo caso il mare non c’è, non è necessario mostrarlo, eppure ne abbiamo consapevolezza; così come in queste fotografie dove le due componenti si sfiorano e convivono in una realtà che si offre a molteplici chiavi di lettura, ricondotte nella loro essenzialità ad un immaginario privato, intimo, eppure rivelatore di intuizioni collettive, visioni leggere, quasi impercettibili, il mare, approssimativamente.