Non c'è un reale motivo che mi ha spinto nel cominciare a scattare i pavimenti. Così, tutto ad un tratto, senza una ragione, ho guardato sotto di me, ciò che calpestavo giornalmente, ho alzato le braccia con in mano la mia reflex e ho scattato la prima fotografia di un pavimento. Ricordo però la mia prima foto, qualche anno fa mentre mi trovavo nella mia città, in una delle mie solite uscite fotografiche fatte solo per rilassarmi lontano dal lavoro. Ero ai piedi di una famosa porta del '600, in una fredda giornata d'inverno, il primo giorno di quell'anno. I colori intorno a me erano davvero molto poveri, guardai il marciapiede, misi a fuoco solo in orizzontale, sul primo terzo inferiore. Ricordo la totale assenza di protagonisti nella foto, l'assoluta staticità degli oggetti, tutto così asetticamente... vuoto. Non soddisfatto, voltai l'inquadratura di novanta gradi, per dare ancora più profondità allo scatto, un passante accidentalmente si inseriva all'interno dell'inquadratura ed impallava lo scatto, il quale ne avrebbe dato dinamismo. Movimento. Mi sembrava tutto così banale. Annoiato dall'accostamento del dinamico e dello statico, aspettai che il marciapiede si liberasse per avere nuovamente, in verticale questa volta, quell'asetticità. Ecco il mio primo scatto monocromatico del progetto fotografico dapprima chiamato scherzosamente per un gioco di parole "Walk Street". Ne aprii anche un blog fotografico in cui potevo raccogliere i migliori ed i peggiori scatti. Da allora, non contento di averne solo uno, portai la macchina fotografica sempre con me, per accaparrarmi e fare mio ciò che era rovinosamente di tutti: il marciapiede. Partii per Berlino, Parigi, Londra, Milano, Pisa, Lucca, Roma, ed alcuni scatti nella mia città, a Palermo. Ed in tutte le città utilizzavo sempre la stessa formula, la stessa tecnica, la ricerca di staticità in quello che è il simbolo del dinamismo. A volte ripetevo lo scatto anche una decina di volte, ed in svariate situazioni. Neve, pioggia, vento e fango non mi hanno mai fermato. Crebbe una passione per questo genere di scatto, anche in viaggio con gli amici, dovevo per forza portare a casa la mia "foto del marciapiede". Alcuni celebri, come ad esempio ai piedi della Torre Eiffel. Eppure se lo mostri, nessuno lo riconoscerebbe, poiché tutti intenti ad alzare il naso.