Si parte dalla civetta che ancora riflette (forse perplessa) gli alberi circostanti da quando e' stata splendidamente riprodotta nella sua vetrata negli anni '20; si passa per un lago in cui si specchiano montagne verdi ma che e' di fatto chiuso al pubblico in quanto fa parte di una centrale elettrica; si arriva quindi ad un paio di foto di particolari naturali spettacolari (un Grottone di Giannutri e l'ingrandimento di una conchiglia fossile), inframmezzate da un cormorano (forse anche lui perplesso) che si trova a convivere con le centinaia di turisti che affollano il lungosenna; si conclude intanto con un paio di foto monocromatiche, di cui la prima mette in risalto il profilo aggraziato di un'egretta in fase di atterraggio mentre la seconda fa forse chiedere in che cosa siamo poi diversi dalla simpatica gazza ladra che si intona cosi' bene con il gotico di Notre Dame; infine appare un giovane ripreso di spalle, che cammina deciso su di un molo colorato alla cui fine c'e' pero' solo un cancello aperto sul mare. In sintesi, si vorrebbe far notare quanto sia difficile trovare un equilibrio corretto tra le esigenze di dei giovani ancora capaci di rendere artistico un vecchio molo e lo spazio sempre minore in cui deve sopravvivere la natura nella vita moderna, e questo nonostante magari proprio quei giovani sarebbero aperti a dargliene molto di piu'.