La luce mi ha sempre affascinata. Da bambina restavo ore a osservare una candela accesa, la colorazione acquisita dalla luce mentre si espande attraverso l’aria, i cromatismi, le variazioni della fiamma.
All'inizio immaginavo la luce come qualcosa di fermo, immobile, da fissare nella sua staticità, poi ho iniziato a pensare alla luce come qualcosa in movimento, mutevole, a volte rapido, altre volte veloce, ma non più statico.
Poi, più di recente, un’altra scoperta, intuizione: la luce non è solo movimento ma anche suono, musicalità, rumore e armonia sonora. Pensiamo ad un’immagine che ci suscita emozioni e ricorderemo una musica che abbiamo associato a quell'emozione, quasi come un’esperienza sinestesica che ci fa associare allo stimolo visivo un suono particolare. Come quando guardiamo la fotografia di un treno che corre o di un fulmine a cui sappiamo seguirà il tuono.
Se osserverete le immagini con intensità potrete sentire la potenza di un vortice, lo scalpitio dei piedi sul terreno fino al suono del silenzio prodotto dal incessante movimento della luce.
Perché la storia umana è raccontata dai sensi e, in fondo, una fotografia non racconta altro che una storia.
Note tecniche: il segreto per un buon inseguimento di luce è un diaframma chiuso e un tempo di scatto molto lungo, in modo tale da riuscire a fermare ideologicamente la luce e catturarne realmente il movimento.
Consiglio di amarsi di pazienza ma soprattutto di compagnia gradevole, ci vogliono un paio di orette per ottenere un bel cielo stellato o una scia luminosa!
Mi raccomando, aggiungere alla ricetta anche luoghi molto bui, escludere le grandi città!