E' l'isola più piccola dell'arcipelago campano e conta più di 1500 bambini, Procida , è un piccolo scrigno dei tesori. Questi tesori , per chi sa apprezzarli, sono fatti di quiete, di tempo dolce che scorre all'ombra di alberi di limoni , viuzze solitarie e profumi di mare e sabbia.
L'isola non è andata soggetta ad un turismo di massa , essa sembra non essere mutata dal tempo in cui , piccolina, vi trascorrevo le vacanze estive. Ogni infanzia , si sa , si svolge nel giardino dell'eden , per me questo eden ha i contorni dell'isola di Procida.
Ritornare sull'isola è stato un ritorno alle origini , un ritorno ad un tempo in cui ero totalmente immersa nel presente , il futuro della crisi non angosciava e la felicità era fatta di spiaggia , giochi , tramonti e tempo infinito. Il desiderio di ritornare al tempo in cui rivedo i bagliori di una fanciullezza dorata , mi ha spinto a scattare per due anni queste fotografie che vogliono essere un ritratto personale e interiore dell'età della fanciullezza in uno dei luoghi più dolci e rassicuranti per me. L'isola può essere vista come un luogo sacro dove rifugiarsi per sfuggire all'inondazione di stimoli, può essere simbolo di uno spazio inviolabile in cui è nascosto il tesoro del sè. Queste foto raccolte in due anni di lavoro vogliono essere un omaggio ad un'isola che ha saputo regalarmi attimi di bellezza ma soprattutto un'inno all'età privilegiata, l'età dell'incanto della scoperta e delle meraviglie , l'età in cui anche di fronte agli orrori della storia si resiste nella lotta per la bellezza. Ho voluto trasmettere l'idea di un'isola come luogo in cui il male non vi accede e al cui interno ci si sente protetti come nel guscio di una conchiglia.
"Ti rendo lode, O Padre, Signore del cielo e della terra , perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli " LUCA , X-27