EL PLOMO DENTRO: l’inferno del Tajo
Perù, 2017
Cerro de Pasco è la città più alta del mondo a quasi 4.400 metri di
altezza. Fondata nel 1578, era chiamata la Ciudad Real de Minas
dagli spagnoli che per oltre due secoli hanno continuato a scavare
alla ricerca di oro e argento. Negli anni la città si è sviluppata
intorno alla miniera a cielo aperto chiamata “El Tajo” (il taglio),
un cratere lungo 2 km e profondo oltre 900 metri da cui sono stati
estratti piombo, rame, zinco, oro e argento. L’estrazione dei
minerali è accompagnata dall’emissione di metalli pesanti che
contaminano le acque e il terreno circostante causando un forte
impatto sulla salute della popolazione.
Analisi del capello effettuate da Source International hanno
evidenziato che la concentrazione media di piombo nei capelli dei
bambini di Cerro de Pasco è 36 volte maggiore agli standard di
referenza internazionali e che a causa dell’elevata concentrazione
di metalli pesanti nell’organismo il 100% della popolazione dovrebbe
essere ricoverato d’urgenza.
Nel quartiere più colpito, Simon Bolivar, le morti per malformazioni
congenite infantili raggiungono la soglia del 33% a differenza del
livello nazionale inferiore all’1%. I dati più sorprendenti sono
quelli di carattere economico. Negli anni la miniera è passata di
proprietà una dozzina di volte fino a quando nel 2017 è stata
acquistata dal colosso svizzero Glencore. Nonostante la miniera
frutti più di 140 milioni di dollari l’anno, la città di Cerro de
Pasco è tra le più povere del Perù: il PIL è il 16% inferiore
rispetto a quello nazionale mentre l’Indice di Sviluppo Umano è
inferiore del 27%. E gli indici di violenza, alcolismo e
prostituzione sono tra i più alti del paese. Negli anni le
organizzazioni locali hanno cercato di migliorare la vita degli
abitanti di Cerro ricevendo minacce e intimidazioni, e vari
attivisti sono stati assassinati.
Oggi il panorama di Cerro de Pasco è un continuo alternarsi di
edifici fatiscenti e montagne di rocce di scarto da cui si alzano
polveri tossiche e da cui fuoriescono acque acide. L’unica soluzione
che ad oggi è stata proposta dal governo peruviano è uno spostamento
coatto dei 70.000 abitanti in un’altra area della regione di Pasco.