Voice out, of a choir in the midst, this carries double meaning in one locution: "dati alla luce”. It may stand for "given birth to", else may mean "data in broad daylight". The same way “errare”, it could indicate “to wander” otherwise “to make mistakes”. Dissonant yet consonant in any case risonant it expresses, just the way of a slide film, a direct evidence and genuine admission of transparency ...
... Le definizioni mi attraggono meno delle spiegazioni. Può darsi perché non è possibile fare un catalogo dei vari linguaggi, che non servono tanto ad esporre una verità già nota quanto piuttosto a decifrarne una ignota; un segreto invisibile nel visibile, qualcosa da dire però da dire diversamente. Proprio per questo queste parole non accompagnano queste immagini, ma ne suggeriscono in forma letteraria le percezioni ricevute nell’esperienza del reale ed espresse in quella immaginifica. È questo un mondo che, a differenza di quel che avviene nel mondo in cui si ha esperienza, tutto ha un senso perché le prospettive sono molteplici; non solo quelle di chi cattura un’immagine. E dal momento che, proprio come la scrittura contiene il discorso, non si riesce a pensare ad un racconto senza che se ne implichi una percezione visiva, questo avere tutto un senso ha una certa vaghezza, una mancanza di definizione, come qualcosa di non detto perché scritto dall’immagine. Così le fotografie, le immagini che hanno ricevuto un significato, non esistono se non come frutto di una precedente immaginazione. Gli spazi cari alla memoria diventano quindi più che mai luoghi; proprio come accade ad un’abitazione che diventa casa. Quei luoghi restano in attesa di chi li visiterà come uno straniero che ritrova il proprio passato di cui un tempo era consapevole. Divenendo a lui sconosciuti e dunque nuovamente da scoprire: la scoperta di cosa egli non è più. Allora le figure si avvicendano un po’ come personaggi di uno spettacolo, interpretano di giorno in giorno sostanzialmente la stessa parte, ma con variazioni nello stile che vengono espresse quasi impercettibilmente. Cala il sipario dell’ordinario, e si ripresentano straordinariamente a nuova vita. Ebbene, quei luoghi non hanno più dimensione, spazio e tempo non più geometria; e l’invisibile esistenza qui in questo teatro è migliaia di vite. Ed è proprio quel che accade a chi scatta fotografie. ...
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